Ci sono serate che entrano nel cuore e rimangono lì per sempre.
 
Quella dell'8/7/26 a Villa Corniola a Empoli sarà sicuramente una di quelle che porterò' con me per tutta la vita.
 
Quando si vive con una malattia genetica rara come la paraparesi spastica ereditaria spesso ci si trova ad affrontare un percorso fatto di difficoltà, incertezze e tante domande.
 
Ma serate come questa ricordano che non si è soli e che , insieme si può trasformare la speranza in qualcosa di concreto.
 
Desidero ringraziare con tutto il cuore mia mamma Stefania , i suoi colleghi di lavoro e tutte le persone che hanno dedicato tempo, energie e passione per organizzare questa splendida cena di beneficenza a sostegno della ricerca.
Quello che avete fatto per me e per tutte le persone che vivono questa malattia ha un valore immenso .
 
Grazie ai sindaci del territorio presenti, alle istituzioni, agli imprenditori, agli amici , ai titolari di azienda che hanno partecipato a questa serata speciale.
Grazie anche a chi pur non essendo presente ha voluto comunque contribuire in una donazione .
 
Grazie a Marina per la sua presenza in rappresentanza di ViPS ETS a questa cena e per il prezioso impegno che ViPS ETS ogni giorno mette per portare avanti la ricerca per le persone affette da paraparesi.
 
I miei genitori mi hanno fatto anche una bellissima sorpresa ,invitando le persone a me più care. Hanno invitato i miei amici.
Vederli arrivare e vedermi circondata dagli affetti più importanti della Mia vita è stata un'emozione difficile da descrivere.
In quel momento ho sentito ancora una volta quanto amore mi circonda e quanto sia prezioso avere accanto persone che ti vogliono bene e che camminano con me in questo percorso.
 
La ricerca ha bisogno di risorse ,ma ha bisogno anche di sensibilità, vicinanza e di persone disposte a credere che qualcosa possa cambiare.
Questa serata non è stata solo una raccolta fondi , è stata una dimostrazione di affetto, solidarietà e speranza.
E' stata la prova che quando tante persone si uniscono anche le sfide più difficili possono essere affrontate con coraggio.
 
Spero che sarà la prima di una lunga serie.
 
Grazie,
Francesca